I disturbi legati al ritorno dell’ora solare

Mentre per la maggior parte delle persone il ritorno all’ora solare è un passaggio quasi “indolore”, coloro che soffrono di disturbi del sonno avranno qualche difficoltà di adattamento maggiore. 

Visto che ci dividiamo in “gufi” (se andiamo a letto tardi) o “allodole” (se ci svegliamo presto), dobbiamo sapere che il passaggio autunnale è sfavorevole soprattutto alle “allodole”, che dovranno abituarsi gradualmente. Il 60% delle persone viene definito “normale”, ovvero ha un’alternanza sonno-veglia che coincide grossomodo con i marcatori esterni di luce/buio (sonno dalle 23-24 alle 7 circa), un altro 30% ha invece il ritmo circadiano spostati in avanti (i cosiddetti “gufi”) e il restante 10% ha il ritmo anticipato (le cosiddette “allodole”). 

Il cattivo umore è il primo dei disagi possibili che, la prima settimana di riduzione della luce, si porta dietro spesso una riduzione di efficienza sul lavoro, un peggioramento generale della qualità della vita, un aumento della suscettibilità a varie patologie e, infine, un progressivo aumento di stanchezza. Allora l’antidoto per contrastare la malinconia delle giornate più corte sembra essere proprio quello di cercare più luce: basta il passaggio (al lavoro per esempio) a una postazione più chiara e luminosa per indurre un miglioramento dei sintomi che possono comprendere stanchezza, malinconia o depressione. 

Il segreto è infatti la melatonina: le sensazioni negative sono spesso associate a una anticipata produzione di melatonina, come accade in chi è soggetto a disturbi di sbalzi di umore, i cui sintomi sono più forti in autunno, all’inizio dell’inverno e cominciano a diminuire in primavera. 

Gli effetti ormonali di questi cambiamenti vengono attenuati dall’attività fisica aerobica. Fare attività fisica al mattino presto sfruttando le ore di luce è l’ideale: la sveglia all’alba, seguita da una sessione di movimento, aiuta a superare gli effetti dei malesseri stagionali. 

Non dimentichiamoci infine di mantenere uno stile alimentare fatto di pasti leggeri. Attenzione anche agli “spuntini di mezzanotte”: mangiare prima di andare a letto potrebbe causare notevoli disagi sulle ore di sonno, specie se si introducono proteine. 


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