Propriocezione e allenamento propriocettivo

Uno degli errori più grossolani che si vedono fare nella rieducazione funzionale di un’articolazione lesa è il ricercare sempre e solo il recupero della mobilità articolare e del tono muscolare. Sicuramente sono due caratteristiche fisiche che devono essere rieducate, ma insieme ad altri fattori fra cui quello fondamentale della propriocezione.

La propriocezione (dal latino proprius, appartenere a se stesso) è definita come il senso di posizione e di movimento degli arti e del corpo che si ha, indipendentemente dalla vista. La si può dividere in senso di posizione statica degli arti e in senso di movimento degli arti. È questa una qualità fondamentale per il controllo del movimento e della stazione eretta. In base alle sensazioni ricevute i centri nervosi superiori inviano ai muscoli stimoli per apportare le correzioni del caso sia in statica che in dinamica. È dunque questo il sistema che regola la postura. La propriocezione vive sul continuo scambio di informazioni che raggiungono il sistema nervoso e di azioni indotte dallo stesso per far sì che il soggetto rispetti in ogni momento le caratteristiche di equilibrio, confort e non dolore.

Chiaramente il meccanismo descritto funziona in modo corretto quando il soggetto è in salute e qundi non presenta problemi di nessun tipo. In caso di infortunio o di intervento chirurgico, la rieducazione propriocettiva serve a ridare al soggetto la capacità di avvertire come le proprie articolazioni sono poste, in statica e in dinamica, comprendendo che il trauma ha reso instabile il sistema e di conseguenza a rimettere in sesto questo importante sistema di controllo del nostro corpo.

L’allenamento propriocettivo è un pratica basata sulla stimolazione del sistema neuro-motorio nella sua totalità. È composto da un insieme di esercizi che vanno a creare situazioni di instabilità, allo scopo di valutare e migliorare l’utilizzazione dei segnali propriocettivi provenienti dalle parti periferiche del corpo, in particolare dagli arti inferiori. Obiettivo primario dell’allenamento propriocettivo è quello di rieducare i riflessi propriocettivi, al fine di ottenere nuovamente un ottimale controllo della postura e delle articolazioni. Risulta di fondamentale importanza per ottenere un recupero completo dopo un trauma (per ripristinare i riflessi e riattivare tutti i canali informativi interrotti dall’infortunio); nella prevenzione degli infortuni (per avere un più rapido controllo della muscolatura e per favorire la sollecitazione di gruppi muscolari interi evitando le contrazioni isolate); nell’allenamento sportivo (per avere un ottimo senso dell’equilibrio e un controllo assoluto del gesto tecnico).

L’allenamento propriocettivo dev’essere svolto da tutti gli atleti che praticano un’attività sportiva caratterizzata da un gran numero di salti e cambi di direzione, dove la percentuale di traumi distorsivi a caviglie e ginocchia è elevata, e dove la stanchezza fisica compare in maniera rilevante.

L’allenamento propriocettivo dev’essere impostato su situazioni che inducono l’atleta a perdere l’equilibrio, quindi ad attivare la muscolatura velocemente e correttamente per recuperarlo nel minor tempo possibile. Il miglioramento dell’equilibrio avviene attraverso il mantenimento della posizione unito alla capacità di correggere velocemente gli sbilanciamenti.

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