ARTROPLASTICA DI RIVESTIMENTO

L’artrosi d’anca o coxo-femorale è una patologia degenerativa che porta al consumo della cartilagine e quindi alla perdita della sua funzionalità provocando dolore, zoppia e limitazione della mobilità.

Le cause principali di insorgenza nei soggetti sportivi in presenza di anomalie anatomiche che non permettono il perfetto scorrimento e congruenza della testa femorale con il cotile sono le forti sollecitazioni e le alte richieste funzionali a cui è sottoposta questa articolazione.
In condizioni non patologiche  vi è un perfetto scorrimento della testa del femore all’interno dell’acetabolo senza conflitti anche in presenza di ampie escursioni articolari.

Alcune anomalie anatomiche causano il cosiddetto conflitto femoro-acetabolare (FAI).

Si riconoscono 3 tipi di FAICAMPINCER O MISTO. Il CAM è caratterizzato da una eccedenza ossea sul collo del femore che provoca un conflitto sulla parte supero-esterna del cotile.

cam FAI a foto 2cam FAI b foto 3

 

pincer FAI foto 4

Il PINCER è causato da una eccessiva copertura della parete anteriore del cotile che intrappola il femore in alcuni movimenti. (vd foto 4)

Il FAI di tipo misto è la presenza contemporanea dei due precedentemente descritti. E’ quindi fondamentale fare diagnosi precocemente in modo da prevenire un rapido consumo cartilagineo.

Oltre alla fisioterapia che è fondamentale oggi giorno possiamo riparare  in artroscopia lesioni capsulari e legamentose o “limare” le eccedenze di osso che creano  l’impingement femoro acetabolare (FAI). Inoltre si può nutrire la cartilagine con le innovative infiltrazioni articolari con cellule mesenchimali prelevate direttamente dal tessuto adiposo del paziente in modo da stimolare, quando è possibile, la sua rigenerazione.protesi di rivestimento
Quando invece il paziente è vittima di una grave forma di coxartrosi l’unica terapia che può ridare una vita senza dolore è l’intervento di protesi d’anca.
Si sono avute grosse migliorie in questo settore sia dal punto di vista delle tecniche chirurgiche, del design delle componenti protesiche e dei materiali sempre più resistenti e affidabili.
In termini di mininvasività certamente l’intervento più indicato soprattutto nei pazienti sportivi è quello del rivestimento della testa femorale che quindi non viene tagliata bensì “ricoperta” da una coppa in metallo. In questo modo si ha la sicurezza di non cambiare la geometria dell’articolazione dando al paziente la sensazione di avere la propria anca così da permettergli di tornare ad una vita attiva e sportiva. Inoltre permette ampi range di movimento senza rischio di lussazioni.  E’ quindi un impianto più longevo di quello tradizionale in quanto non essendoci una componente protesica dentro al femore si evitano le grosse sollecitazioni su quest’ultimo che possono portare al fallimento precoce.
Questo tipo di intervento permettte al paziente di tornare ad una vita attiva e sportiva.
In caso poi di un reintervento (sopravvivenza media di questo impianto è di circa 20 anni) grazie alla conservazione della testa del femore il chirurgo potrà utilizzare uno stelo come in un primo intervento ed il paziente avrà guadagnato 20 anni di vita attiva e senza dolore.

artroplastica-di-rivestimento-anca

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