Sport e patologie: la danza

Innanzitutto chiariamo una cosa: la danza non è uno sport bensì una forma d’arte a tutti gli effetti. Tuttavia le prestazioni fisico atletiche richieste a un danzatore lo fanno assomigliare a un atleta agonista in tutto e per tutto. Per questo motivo ce ne occupiamo qui oggi. Le patologie ortopediche che affliggono i danzatori sono prevalentemente di natura cronica ovvero da sovraccarico funzionale: esse sono legate, infatti, alla ripetizione dello stesso movimento per molte ore al giorno fino al superamento della soglia di tolleranza delle strutture sia ossee che muscolo-tendinee coinvolte. Esse riguardano prevalentemente gli arti inferiori nelle donne, mentre nei ragazzi sono coinvolti più spesso gli arti superiori e la schiena a causa dei carichi imposti dal cosiddetto passo a due. Ma vediamo nel dettaglio alcune delle problematiche più comuni, la maggior parte delle volte ricollegabili ad un lavoro scorretto.

La schiena. Oltre che per carichi di peso eccessivi o mal distribuiti esiste la cosiddetta “lombalgia meccanica”, molto comune tra gli allievi danzatori. È il caso in cui, pur non essendo presenti patologie clinicamente conclamate, il danzatore riscontra la presenza di dolore continuo a livello lombare. L’incapacità di stabilizzare il tratto lombare è legata, sempre e comunque, a un difetto di impostazione del bacino: se questo è troppo inclinato in avanti (antiversione), le curve della colonna vertebrale tendono ad accentuarsi e tutto il peso grava appunto sul tratto lombare. Ma la paura di stare con “il sedere in fuori” porta, molto spesso, sia allievi che insegnanti ad incorrere nel difetto opposto: il bacino viene inclinato indietro (retroversione) e le curve della colonna tendono ad appiattirsi fino a scomparire. Questo errato atteggiamento del bacino, che ancora oggi viene confuso con la corretta impostazione del tronco provoca un irrigidimento di tutta la colonna vertebrale, una costante sollecitazione in flessione del tratto lombare e, come nel caso precedente, un sovraccarico funzionale dello stesso che può diventare la causa principale della lombalgia.

Il ginocchio. Il dolore femoro-rotuleo rappresenta la causa più frequente di dolore anteriore del ginocchio ed è particolarmente evidente tra coloro che praticano attività di “salto” o che prevedono piegamenti ripetuti: in uno studio su 362 danzatori classici e contemporanei, oltre il 38% di loro riferiva di aver sofferto almeno una volta di tale disturbo (Clippinger K., Dance Anatomy and Kinesiology, Human Kinetics, 2007). La sofferenza della cartilagine rotulea sembra essere più frequente tra le danzatrici ed è aggravata dalla presenza di ginocchia iperestese (soprattutto se non impostate correggendo il disallineamento) e dalla debolezza del vasto mediale (uno dei quattro capi del muscolo quadricipite).

Alluce valgo. Nella danza, l’alluce vago è più comunemente dovuto a un metatarso varo, a un piede egizio (cioè con il primo dito più lungo rispetto agli altri quattro, la cui lunghezza risulta essere in decrescendo), o alla brevità anatomica del primo raggio metatarsale. In tutti questi casi, la ballerina sosterrà il peso del proprio corpo sfruttando il II o il III dito, portando in valgismo il primo e da qui lo sviluppo dell’alluce valgo. Esiste un altro errore tecnico che predispone ad alluce valgo: il fenomeno del rolling in. Se la caviglia non è ben sostenuta, il piede andrà in pronazione e ciò determinerà la rotazione del primo raggio e conseguente stress a livello della metatarso falangea, fino alla lesione delle strutture capsulari del primo dito. Altre condizioni predisponenti la patologia si possono associare all’uso di scarpine inadatte e a un prematuro inizio di lavoro sulle punte.

La caviglia. Per quanto riguarda le patologie traumatiche, il più comune è il trauma distorsivo della caviglia. In tutte le indagini statistiche riguardanti danzatori, le distorsioni sono riportate come il trauma acuto più frequente e spesso meno considerato dal punto di vista tecnico e riabilitativo. Per distorsione si intende l’insieme delle lesioni a carico delle strutture capsulo-legamentose che rivestono un’articolazione che avvengono a causa di una brusca sollecitazione dell’articolazione stessa in una direzione inusuale di movimento o per un eccessivo grado di mobilità. È utile ricordare che sia la capsula articolare che i legamenti sono composti da tessuto connettivo fibroso e che, al loro interno, sono presenti numerosi recettori di posizione (propriocettori) che sono responsabili della percezione a livello cerebrale della posizione della caviglia nello spazio e quindi, ovviamente, dell’abilità di un individuo di mantenere l’equilibrio.

Come si intuisce, la miglior “cura” per le patologie sopraccitate è rappresentata dalla prevenzione attraverso un’adeguata preparazione atletica e una corretta esecuzione delle difficoltà tecniche. Qualora si dovessero riscontrare comunque questi problemi è preferibile rivolgersi ad esperti che siano preparati nel campo della danza e coscienti delle richieste fisico atletiche che questa disciplina richiede.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: