Traumatologia dello sport: il tennis

Nel tennis, gli atleti vengono colpiti da alcune patologie peculiari del gesto sportivo in conseguenza del sovraccarico funzionale che si viene a creare sulle strutture muscolo-tendinee e articolari e anche da lesioni acute, peraltro rare, che sono sempre in agguato come ad esempio le lesioni muscolari, oppure gli eventi distorsivi a livello della caviglia, più spesso, o del ginocchio, che però nulla hanno di diverso rispetto alle similari che avvengono in occasione di altre pratiche sportive.

Vediamo ora nel dettaglio i disturbi più comuni.

Il gomito. È senz’altro il distretto articolare più frequentemente coinvolto dalla patologia microtraumatica del tennista, tanto da dare l’eponimo “gomito del tennista” alla patologia inserzionale o pre-inserzionale che avviene a livello del gomito più correttamente chiamata epicondilite. Poiché colpisce soprattutto i giocatori di età compresa tra i 30 e i 50 anni, preferibilmente non professionisti, certamente questa patologia è causata da errori di tecnica, insufficiente preparazione muscolare, difetti di incordatura o per l’utilizzo di un’impugnatura troppo piccola rispetto alla mano del giocatore oppure, soprattutto nel caso del beach tennis, di uno strumento inadatto che trasferisce troppe vibrazioni al braccio dell’atleta.

La spalla. Nel movimento della schiacciata e della battuta la spalla del tennista va incontro a enormi sollecitazioni che creano in definitiva una patologia da sovraccarico funzionale sulle strutture muscolo-tendinee e inserzionali della cuffia dei rotatori, specialmente il tendine del muscolo sovraspinoso e il tendine del capo lungo del bicipite brachiale. È sbagliato pensare che il sovraccarico funzionale debba colpire solamente i tennisti capaci di rotazioni (topspin) apparentemente impossibili o di accelerazioni vertiginose della pallina, ma il sovraccarico può essere visto come la combinazione di alte sollecitazioni (anormali) applicate in maniera ripetitiva a tessuti normali come avviene nei soggetti allenati, ma deve essere vista anche come effetto di sollecitazioni normali applicate a struttura con ridotte caratteristiche di capacità di carico quali possono essere quelle di soggetti non allenati e non preparati agli sforzi dei movimenti gestuali del tennis.

Il polso. Molto frequenti nel giocatore di tennis sono anche le tendiniti della mano e del polso e il “dito a scatto”, dovuto ad un rigonfiamento del tendine flessore delle dita che rimane incastrato nella sua guaina di scorrimento. Questa patologia avviene soprattutto nei tennisti che impugnano la racchetta in maniera simile per il dritto e per il rovescio, lasciando il pollice esteso, e quando colpiscono la palla spesso si trovano con gomito anteriore al tronco oppure quelli che terminano il movimento di dritto incrociato con una eccessiva pronazione del polso. Molto dolorose e limitanti, sono caratterizzate da una tumefazione palmare in corrispondenza delle articolazioni metacarpo-falangee dove i tendini flessori, ingrossati per l’infiammazione, si “incastrano” in una struttura anatomica, la puleggia.

In conclusione quindi anche i praticanti lo sport del tennis, così come per altri sportivi, possono andare incontro a processi flogisitici cronici che a lungo andare possono diventare molto dolorosi e invalidanti e spesso ribelli alle terapie, a cui spesso l’unico rimedio risulta una corretta prevenzione che consiste in una buona preparazione atletica congiunta a una buona impostazione tecnica.

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