Cellule mesenchimali: il buono che si nasconde nel grasso

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Sempre più utilizzate in ambito ortopedico, le infiltrazioni con cellule mesenchimali rappresentano una strategia di cura particolarmente efficace nei casi di artrosi di grado lieve o moderato dove si può ancora ritardare l’impianto di una protesi. Il loro utilizzo può contribuire a combattere la sintomatologia dolorosa e a rallentare il progresso della malattia.

Cosa sono le cellule mesenchimali?

Le cellule mesenchimali stromali (MSC) sono cellule staminali adulte multipotenti, in grado cioè di differenziarsi in diversi tipi di cellule tra cui quelle cartilaginee. Una volta impiantate all’interno di un’articolazione, il loro effetto è quello non solo di stimolare la rigenerazione della cartilagine, ma anche di modulare l’infiammazione, grazie al rilascio di fattori di crescita e citochine anti-infiammatorie, migliorando la sintomatologia dolorosa.

Dove possiamo trovare queste preziose cellule al fine di utilizzarle per la cura dell’artrosi? Lo “scrigno” più ricco di MSC è il tessuto adiposo: ben il 2% delle cellule presenti nel grasso sono infatti cellule mesenchimali mentre nel midollo osseo (altra fonte da cui possiamo attingere per le terapie infiltrative) la concentrazione è di circa lo 0,02%. 

Per cosa sono indicate?

Gli ambiti di utilizzo delle cellule mesenchimali in Medicina sono numerosi e vanno dalla medicina estetica, alla cardiologia, alla cura delle malattie autoimmuni, all’ortopedia. 

Per quanto concerne l’ortopedia, il principale ambito di applicazione riguarda gli stadi iniziali e intermedi della patologia artrosica (in particolare di anca, ginocchio e caviglia), in cui la cartilagine articolare è ancora presente e l’impianto di una protesi non è ancora indicato. La platea di pazienti potenzialmente candidabili a queste terapie è quindi molto vasta, in particolare mei casi in cui altri tipi di terapie conservative non abbiano dato i risultati sperati. 

Sempre in ambito muscolo-scheletrico le MSC possono essere utilizzate con successo per il trattamento delle tendinopatie croniche, nei ritardi di consolidamento osseo post-frattura, nelle lesioni osteocondrali e nella chirurgia vertebrale.

Come si svolge la procedura?

Il trattamento con cellule mesenchimali è, a tutti gli effetti, un auto-trapianto. Il materiale biologico viene prelevato dal paziente – che è dunque sia donatore che ricevente – e, dopo un opportuno trattamento, iniettato nella parte del corpo che necessita della cura, come una normale infiltrazione articolare. Vediamo nel dettaglio i passaggi.

  1. Il medico esegue una piccola liposuzione, prelevando la quantità di grasso necessaria al trattamento dall’addome, dalla coscia o dalla schiena.
  2. Il tessuto prelevato viene lavorato tramite uno specifico device che, tramite un trattamento esclusivamente meccanico, è in grado di rimuovere i materiali di scarto (come ad esempio i residui ematici), mantenendo in vita le cellule e il loro potenziale rigenerativo.
  3. Il “prodotto” ottenuto viene infiltrato all’interno dell’articolazione (se necessario sotto guida ecografica) dove potrà svolgere la sua funzione antinfiammatoria, immunomodulante e rigenerativa.

Per il trattamento è necessaria una sola seduta, da ripetersi eventualmente a distanza di sei mesi o più. La procedura in genere si esegue in ambulatorio chirurgico, non necessita di particolari preparazioni, non richiede una convalescenza. Il sistema di processazione del grasso è estremamente sicuro: i device utilizzati sono a circuito chiuso e la procedura avviene in campo sterile. Essendo un trapianto di tipo autologo (dove appunto il paziente è sia donatore che ricevente) non esiste il rischio di rigetto. La procedura non prevede l’uso di sostanze chimiche nella processazione del grasso né l’utilizzo di farmaci.

Negli ultimi anni si sono svolti numerosissimi interventi di questo tipo e la casistica in possesso di medici e ricercatori inizia ad essere interessante. I risultati emersi sono più che incoraggianti: in presenza di indicazioni corrette, il successo del trattamento raggiunge percentuali molto alte, studi recenti le riportano intorno al 90%.

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