Com’è noto, in campo oncologico la prevenzione è un’arma importante nel rilevare precocemente l’insorgenza di una malattia e nel garantire di conseguenza cure tempestive e potenzialmente più efficaci. Per quanto riguarda il tumore al seno, agli esami che vengono di norma raccomandati può essere utile affiancare un semplice autoesame, utile ad acquisire maggiore conoscenza del proprio corpo e a riconoscerne gli eventuali cambiamenti: l’autopalpazione.
Ottobre, il mese della prevenzione
Ogni anno in tutto il mondo il mese di ottobre è dedicato a una campagna dedicata alla prevenzione e alla sensibilizzazione sul tema del cancro al seno.
Il tumore della mammella è la neoplasia femminile più frequente in Italia e in Europa con oltre cinquantamila diagnosi effettuate ogni anno solo nel nostro paese. La buona notizia è che il tasso di mortalità è in continua diminuzione grazie a una serie di fattori tra cui i miglioramenti nelle terapie e l’attenzione sempre maggiore dedicata alla prevenzione.
Ottobre non è semplicemente un mese simbolo della lotta al tumore al seno, ma è concretamente un periodo dell’anno in cui molte realtà, pubbliche e private, mettono in atto campagne informative e iniziative concrete per aiutare le donne ad essere il più possibile attive nel campo della prevenzione.
La prevenzione comprende, oltre ai classici esami di routine, una maggiore attenzione allo stile di vita e alcune abitudini che possono favorire una diagnosi precoce della malattia come ad esempio l’autopalpazione del seno.
Che cos’è l’autopalpazione del seno?
L’autopalpazione è un semplice, ma importante autoesame che ciascuna donna può eseguire da sola per aumentare la conoscenza del proprio corpo e individuare eventuali anomalie o cambiamenti. Si tratta di uno strumento utile che tuttavia, è bene sottolinearlo, non sostituisce la visita con lo specialista né gli esami diagnostici specifici come la mammografia o l’ecografia mammaria.
L’obiettivo dell’autopalpazione è quello di rilevare precocemente eventuali noduli, gonfiori o cambiamenti nella forma e nella consistenza del seno e secrezioni anomale dai capezzoli, tutti segnali che possono richiedere un approfondimento medico.
Quando e come va eseguita?
L’autopalpazione del seno può iniziare intorno ai vent’anni di età, con cadenza mensile, e va effettuata quando il seno è più morbido e non dolente quindi, per quanto riguarda le donne in età fertile, si consiglia di scegliere un giorno che va dal settimo e il quattordicesimo del ciclo mestruale (calcolando a partire dal primo giorno delle mestruazioni). Per quanto riguarda le donne in menopausa, poiché non vi sono fluttuazioni ormonali che influenzano il tessuto mammario, si può scegliere un giorno qualsiasi e ripetere l’autoesame sempre con cadenza mensile.
Per eseguire correttamente l’autopalpazione, vanno rispettate tre fasi distinte:
- Osservazione
- Palpazione in piedi
- Palpazione da sdraiate.
Il primo passo è rappresentato dunque dall’osservazione: per farlo correttamente occorre posizionarsi in piedi, davanti a uno specchio e in un ambiente ben illuminato e osservare attentamente le mammelle, dapprima con le braccia lungo i fianchi e successivamente alzandole sopra la testa. In questa fase è bene prestare attenzione a forma, dimensioni e consistenza della pelle del seno andando a ricercare eventuali retrazioni della pelle o dei capezzoli, rossori, secrezioni dai capezzoli, asimmetrie.
Si passa in seguito alla fase di palpazione effettiva, dapprima sempre in piedi davanti allo specchio, con una mano dietro la testa, e successivamente in posizione supina, sempre con una mano dietro la testa e un cuscino sotto la spalla. Con la mano libera si va a esaminare il seno del lato opposto eseguendo piccoli movimenti circolari su tutta la superficie del seno (intorno al capezzolo, verso l’alto, verso il basso e dal centro verso l’esterno) controllando anche ascella e clavicola alla ricerca di eventuali noduli o irregolarità nel tessuto mammario. In seguito si consiglia di spremere delicatamente il capezzolo per verificare la presenza di eventuali secrezioni di sangue o altri liquidi. Tutta la procedura va eseguita per entrambi i seni e se si notano anomalie è bene rivolgersi quanto prima al proprio medico.
I controlli medici
Come abbiamo visto, l’autopalpazione è uno strumento importante, ma non sostituisce in alcun modo i controlli senologici e gli esami diagnostici che sono rappresentati dall’ecografia mammaria per le donne più giovani (a partire dai 25-30 anni di età) e dalla mammografia (dai 40 anni in su), da eseguire annualmente. Si tratta di due esami diversi e complementari: dopo i quarant’anni è consigliato effettuarli entrambi perché aiutano a rilevare anomalie di tipo diverso.
Il medico di riferimento per questo tipo di problematiche è il senologo che, oltre a eseguire l’esame clinico del seno, è in grado di consigliare i controlli più adatti a seconda dell’età e della familiarità della paziente e, in caso di necessità, di pianificare le procedure più adeguate a seconda della problematica eventualmente riscontrata.
