L’importanza della prevenzione al femminile

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Secondo i dati emersi da una recente indagine dell’Hologic Global Women’s Health Index, in Italia solo l’11% delle intervistate ha dichiarato di essersi sottoposta a un test oncologico negli ultimi 12 mesi e solo il 5% ha effettuato un test per le malattie o le infezioni sessualmente trasmissibili. Si tratta di dati particolarmente preoccupanti, al di sotto della media europea. La prevenzione è invece molto importante e in molti casi salva la vita. 

C’è prevenzione e prevenzione

“Prevenire è meglio che curare”, recita il claim di un noto spot pubblicitario. Non c’è niente di più vero: la Medicina odierna è infatti sempre più orientata verso il mantenimento dello stato di salute e solo secondariamente verso la cura della patologia. Si tratta di una differenza non da poco visto che il prolungarsi dell’aspettativa di vita richiede che la popolazione invecchi in salute, innanzitutto per il benessere della persona e in secondo luogo per i costi dal punto di vista sociale.

Per semplificare possiamo dividere la prevenzione in due grandi categorie: la cura dello stile di vita e le indagini mediche. Nel primo caso ci riferiamo a piccoli, ma significativi cambiamenti che possiamo apportare alla nostra quotidianità come mangiare sano, mantenere un giusto peso corporeo, fare regolarmente un’attività fisica moderata, non fumare e ridurre il consumo di bevande alcoliche. Nel secondo caso ci riferiamo ai controlli di routine a cui tutti dovrebbero sottoporsi regolarmente, differenziandoli in base al sesso e all’età. Vediamo un breve vademecum.

Prevenzione oncologica e diagnosi precoce

La prevenzione è particolarmente importante per quanto riguarda le malattie oncologiche. La diagnosi precoce è infatti in grado di garantire alle cure ottime percentuali di successo. Nel caso dei tumori femminili si consigliano visite ed esami di controllo differenziati in base all’età. Per la prevenzione dei tumori al seno le indicazioni sono le seguenti:

  • dai 16 anni praticare ogni mese, dopo la fine del ciclo, l’autopalpazione 
  • dai 25 anni sottoporsi annualmente a visita senologica con ecografia mammaria
  • dai 40 anni sottoporsi annualmente a visita senologica, ecografia e mammografia.

Ecografia e mammografia non sono intercambiabili in quanto sono in grado di evidenziare problematiche differenti e vanno utilizzate in abbinamento. In caso di familiarità (quando sono presenti casi sporadici di tumore al seno nella stessa famiglia) o di rischio ereditario (dovuto alla presenza di una condizione molto rara e cioè la predisposizione genetica dovuta a mutazioni del DNA), sarà il senologo a consigliare frequenza e tipologia di controllo personalizzati. 

Per la prevenzione dei tumori ginecologici (anche in questo caso salvo diversa indicazione da parte dello specialista) è importante:

  • a partire dalla comparsa del menarca sottoporsi annualmente a visita ginecologica
  • a partire dall’inizio dell’attività sessuale e comunque a partire dai 25 anni sottoporsi ogni due anni al pap test.

Per la prevenzione del tumore al collo dell’utero e di alcuni tumori dell’orofaringe anche il vaccino anti HPV è uno strumento importante. Oggi questa vaccinazione è molto diffusa nelle giovani a partire dagli 11 anni di età, ma si possono sottoporre al trattamento anche le donne adulte rivolgendosi al proprio centro vaccinale di riferimento. Attenzione: il vaccino non sostituisce i controlli periodici che vanno comunque eseguiti in accordo con il proprio ginecologo.

La salute emotiva

Così come la salute fisica, anche la salute emotiva è importante. Sempre secondo l’indagine dell’Hologic Global Women’s Health Index che abbiamo citato sopra, la situazione in Italia non è affatto rosea: da quello che emerge, l’86% delle intervistate percepisce la violenza domestica come un problema diffuso nella zona in cui vive, percentuale molto al di sopra della media globale che è del 64%. L’indice complessivo sulla percezione della salute emotiva delle donne posiziona l’Italia sotto la media dei paesi del G20. 
Anche in questo caso la prevenzione è fondamentale: ai primi segnali di disagio è possibile affidarsi a professionisti specializzati – psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, counselor – che, attraverso approcci di tipo diverso, sono in grado di accompagnare la donna in un percorso di cura e di supporto emotivo che ha come obiettivo un maggior benessere psicologico e la cura della salute mentale.

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