Principale causa di morte in Italia, le malattie cardiovascolari colpiscono in prevalenza uomini e anziani con un’incidenza che aumenta in maniera notevole dopo i cinquantacinque anni. La prevenzione in questo ambito è un fattore di fondamentale importanza. Approfondiamo insieme.
Malattie che colpiscono cuore e vasi sanguigni
Quando parliamo di malattie cardiovascolari, ci riferiamo a una vasta gamma di patologie che possono riguardare il cuore o i vasi sanguigni tra cui:
- infarto
- ictus
- ipertensione
- angina pectoris
- cardiopatia
- insufficienza cardiaca
- aterosclerosi
- trombosi venosa profonda.
In Italia rappresentano la prima causa di morte (il 44% secondo i dati dell’ISS) e di ospedalizzazione con un trend in continuo aumento. Possiamo dividere le malattie cardiovascolari in due categorie: congenite, se sono presenti fin dalla nascita, e acquisite, se si sviluppano in seguito. Queste ultime possono essere associate a molteplici fattori di rischio, alcuni modificabili e altri no, come andremo a descrivere qui di seguito. La prevenzione si concentra innanzitutto sui fattori di rischio modificabili e in seguito sui controlli medico-diagnostici.
È opportuno conoscere i fattori di rischio, anche quelli non modificabili, in modo da intensificare i controlli, qualora opportuno. Tra questi fattori di rischio ricordiamo:
- familiarità
- età avanzata
- sesso maschile.
I fattori di rischio modificabili sono invece quelli che dipendono dai nostri comportamenti e dalle nostre scelte e su cui è necessario agire quanto prima, modificando il proprio stile di vita. Tra questi:
- fumo
- sedentarietà
- abuso di alcol e droghe
- alimentazione ricca di grassi saturi e sale
- stress
- utilizzo della pillola contraccettiva dopo i 35 anni o della terapia ormonale sostitutiva.
La prevenzione primaria
La prevenzione primaria consiste nell’adozione di corretti stili di vita e di comportamenti specifici allo scopo di evitare lo sviluppo delle malattie su persone sane.
La prima regola è agire sui fattori di rischio modificabili smettendo ad esempio di fumare, mangiando sano e svolgendo regolarmente un’attività fisica moderata. Per la salute del cuore si consiglia di svolgere un’attività di tipo aerobico (come la camminata a passo svelto, la corsa leggera, la bicicletta o il nuoto) per circa 30 minuti al giorno, iniziando gradualmente ed evitando il più possibile di svolgere una vita sedentaria. Entrando nel dettaglio, gli studi indicano come tempo ideale da dedicare all’attività aerobica, 150-300 minuti a settimana, se l’attività è moderata, oppure 75-150 se questa è intensa.
Anche inserire il movimento nella vita quotidiana, per esempio prediligendo gli spostamenti a piedi o in bicicletta e le scale al posto dell’ascensore, è un’abitudine da coltivare.
I controlli periodici
Come per gran parte delle patologie, la diagnosi precoce è di fondamentale importanza perché favorisce il successo delle eventuali cure. Il check-up cardiovascolare consiste nell’integrazione tra visita cardiologica, esami strumentali e test di laboratorio che permette allo specialista di avere un quadro completo sulla salute di cuore e vasi e gli consente di mettere in atto quanto prima i trattamenti più opportuni.
Dopo i cinquant’anni (o i quaranta in caso di familiarità), è consigliabile sottoporsi a una visita cardiologica completa ogni 5 anni, anche in assenza di sintomi. Durante la visita il cardiologo, dopo una prima valutazione anamnestica con la raccolta di informazioni dal paziente e di eventuali sintomi, effettuerà la misurazione della pressione arteriosa e valuterà il battito cardiaco, gli atti respiratori e i vasi tramite lo stetoscopio. In aggiunta eseguirà un elettrocardiogramma (ECG) per individuare eventuali aritmie, alterazioni della conduzione elettrica e segni di ischemia. In caso di sospetto clinico può essere prescritto anche un controllo tramite holter, cioè un monitoraggio ECG della durata di ventiquattr’ore (o più).
Per un controllo più approfondito sulla struttura e il funzionamento di cuore e vasi si può poi eseguire un controllo ecografico che permette di diagnosticare un gran numero di patologie: con l’ecocardiogramma possono infatti emergere difetti valvolari, cardiomiopatie o scompensi cardiaci. Tramite l’ecodoppler vengono invece indagati i vasi sanguigni per rivelare eventuali aneurismi, stenosi, occlusioni, placche aterosclerotiche, trombosi. Per questo tipo di controlli è di fondamentale importanza l’esperienza del cardiologo e l’utilizzo di una strumentazione moderna e all’avanguardia.
I test di laboratorio infine aiutano lo specialista a individuare condizioni patologiche correlate al rischio cardiovascolare. Presso il nostro punto prelievi è possibile sottoporsi al check-up cuore che comprende: colesterolo LDL, HDL e totale, trigliceridi sierici, creatinina, emoglobina glicata, proteina C reattiva ad alta sensibilità, lipoproteina (a), troponina I ad alta sensibilità (HS).
